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Implantologia e Chirurgia

Disodontiasi: cause, conseguenze e possibili cure

Una panoramica sulla disodontiasi, un disturbo talvolta invisibile agli occhi ma con delle ripercussioni ben percepibili.

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disodontiasi
Foto: Pexels
Indice dei contenuti
Poco tempo per leggere? Detta fuori dai denti…
La disodontiasi è un disturbo che riguarda la mancata o anomala eruzione di denti permanenti, spesso quelli del giudizio. Può essere causata da fattori locali (come la mancanza di spazio nell’arcata dentale o la presenza di ostacoli che impediscono al dente di emergere) o da cause sistemiche, come alterazioni ormonali, malattie infettive e genetiche, malnutrizione. Talvolta asintomatica ma più spesso accompagnata da dolore, gonfiore e difficoltà nell’apertura della bocca, nella masticazione e nella deglutizione, può avere ripercussioni importanti sui denti vicini. Per curarla si può ricorrere a trattamenti ortodontici, spesso associati a interventi chirurgici di disinclusione oppure, nei casi più gravi, all’estrazione del dente.

Quando un dente permanente fatica ad emergere, o non emerge affatto, si parla di disodontiasi. In questo articolo approfondiremo la natura di questo disturbo, le cause, i sintomi e le principali conseguenze.

Vedremo, inoltre, come è possibile diagnosticarla e quali sono le soluzioni da mettere in campo per curarla.

Che cos’è la disodontiasi?

La disodontiasi consiste nella mancata, parziale o anomala eruzione di un dente permanente.

È un disturbo che colpisce comunemente i terzi molari, cioè i denti del giudizio, ma può riguardare anche altri denti permanenti, come i canini superiori o i secondi premolari. 

Da cosa è causata?

Le cause della disodontiasi si possono dividere in due macro-categorie, cioè le cause locali e quelle sistemiche.

Cause locali

Tra le cause locali della disodontiasi ci sono:

  • Mancanza di spazio: quando l’arcata dentale non offre abbastanza spazio per emergere, il dente può restare incluso o semi-incluso.
  • Presenza di ostacoli meccanici: denti sovrannumerari, cisti, tumori o residui radicolari possono impedire al dente di erompere correttamente.
  • Alterazioni dell’orientamento: un’errata angolazione del dente in via di sviluppo influenza il suo posizionamento.

Cause sistemiche

Rientrano nelle cause sistemiche:

  • Alterazioni endocrine, quindi squilibri nella produzione o nell’azione degli ormoni nel corpo. Condizioni di ipotiroidismo e ipoparatiroidismo (deficit di ormoni tiroidei e paratiroidei) oppure di ipopituitarismo (ridotta funzionalità dell’ipofisi che porta ad una carenza di uno o più ormoni ipofisari) possono ritardare o impedire l’eruzione dentaria. 
  • Malattie infettive (come tubercolosi o sifilide congenita).
  • Malattie genetiche che riguardano la formazione delle ossa.
  • Anche la malnutrizione può alterare l’accrescimento e lo sviluppo scheletrico.  

Sintomi della disodontiasi

La disodontiasi può essere asintomatica, soprattutto nei casi di inclusione totale, ma più frequentemente si associa a:

  • Dolore
  • Edema e gonfiore
  • Arrossamento gengivale
  • Trisma, cioè difficoltà ad aprire la bocca
  • Difficoltà nella masticazione e nella deglutizione
  • Febbre o mal di testa

Conseguenze della disodontiasi

La mancata o parziale eruzione di un dente permanente può danneggiare, anche gravemente, i denti adiacenti. Tra le conseguenze della disodontiasi ci possono infatti essere:

  • Spostamento dei denti circostanti, a cui spesso seguono casi di malocclusione.
  • Riassorbimento radicolare, ovvero la graduale decomposizione dei tessuti che circondano la radice del dente adiacente e, nei casi più gravi, della radice stessa, con conseguente caduta dell’elemento dentale.
  • Predisposizione alla formazione di carie, ascessi, cisti.
  • Pericoronite, cioè l’infiammazione della gengiva che circonda o ricopre il dente.

La diagnosi

La disodontiasi può essere diagnosticata nel corso di una visita odontoiatrica, prima attraverso l’ispezione del cavo orale e poi tramite panoramica (ortopantomografia) o radiografia.Quest’ultima viene sempre più spesso eseguita utilizzando la tecnologia CBCT, che produce immagini tridimensionali ad alta risoluzione. 

Questi strumenti permettono di osservare con precisione il posizionamento, l’orientamento del dente e il suo rapporto con gli elementi dentali e scheletrici adiacenti, consentendo di individuare il percorso di cura più adeguato in base alla situazione.

Possibili cure

Specie se diagnosticato e trattato precocemente, la disodontiasi è un disturbo risolvibile tramite:

  • Chirurgia orale di disinclusione, che prevede la rimozione chirurgica degli ostacoli che impediscono la corretta eruzione del dente, per favorirne l’emersione e il corretto allineamento. Spesso, questo approccio è utilizzato in combinazione con trattamenti ortodontici mirati a ricavare lo spazio necessario all’interno dell’arcata dentale.  
  • Avulsione (estrazione) del dente, con conseguente terapia antibiotica ed antinfiammatoria.

Conclusione

Abbiamo visto come la disodontiasi possa avere ripercussioni importanti sulla salute dei denti e sul benessere generale.

Per questo è fondamentale monitorare la crescita e l’eruzione dei denti permanenti sottoponendosi a regolari controlli odontoiatrici. Affidati ad un Dentista di Fiducia, si prenderà cura del tuo sorriso con passione e competenza.


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