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Igiene e Prevenzione

Demineralizzazione dei denti: di cosa si tratta?

Un approfondimento sulla demineralizzazione dentale e sui metodi più efficaci che ci sono per riconoscerla, contrastarla e prevenirla.

Articolo approvato da:

demineralizzazione denti
Foto: Adrien Olichon
Indice dei contenuti
Poco tempo per leggere? Detta fuori dai denti…
La demineralizzazione dei denti consiste nella progressiva perdita dei minerali che compongono lo smalto. È provocata da un’eccessiva acidità all’interno del cavo orale, favorita (tra le altre cose) da una dieta ricca di zuccheri/alimenti acidi e da una scarsa o errata igiene orale. Si manifesta con macchie bianche, porosità e fragilità dello smalto ed un’aumentata sensibilità al caldo e al freddo. Se non individuata e trattata tempestivamente può degenerare in lesioni cariose; in questo senso la prevenzione gioca un ruolo fondamentale nella protezione dello smalto.

La demineralizzazione dei denti è un processo graduale ma potenzialmente dannoso, che indebolisce lo smalto e facilita la comparsa delle carie. In questo articolo proveremo a capire come e perché avviene, soffermandoci sui principali modi per contrastarla e prevenirla. 

Che cos’è la demineralizzazione dei denti?

Si parla di demineralizzazione quando i tessuti duri del dente (principalmente lo smalto, perché più esterno, ma in alcuni casi anche la dentina e perfino il cemento radicolare) “perdono” i minerali di cui sono composti.

Perché avviene la demineralizzazione dentale?

Lo smalto è costituito per circa il 96% di componenti inorganiche, principalmente cristalli di idrossiapatite, minerale dall’elevata durezza e resistenza. 

Per quanto resistente, lo smalto non è indistruttibile: se infatti nel cavo orale si crea un ambiente acido, con il pH sotto una certa soglia critica (5.5), può innescarsi la dissoluzione dei minerali che lo compongono. Gli acidi attaccano lo smalto, provocando la formazione di microporosità e un generale indebolimento. 

Fattori di rischio

Come si è visto, l’acidità è responsabile della demineralizzazione dei denti. Ma a cosa è dovuta la formazione di un ambiente acido nel cavo orale? Tra i principali fattori di rischio rientrano: 

  • Consumo elevato di zuccheri o di bevande e alimenti molto acidi (bibite gassate, succhi di frutta, agrumi, vino) 
  • Salivazione ridotta: tra le altre, la saliva ha la funzione di neutralizzare gli acidi presenti nella bocca. Una minore produzione (vedi ad esempio in caso di xerostomia) favorisce quindi la creazione di un ambiente acido nel cavo orale.
  • Scarsa igiene orale: se i denti non vengono lavati accuratamente e con costanza, la placca batterica si accumula e la produzione di acidi aumenta. Se porti l’apparecchio, presta particolare attenzione a lavare bene soprattutto le zone intorno agli attacchi.
  • Errata igiene orale: anche uno spazzolamento troppo vigoroso, spazzolini con setole eccessivamente dure o dentifrici/ prodotti per sbiancare i denti possono portare ad una demineralizzazione dello smalto. 
  • Il reflusso gastro-esofageo o il vomito frequente espongono lo smalto all’attacco degli acidi gastrici.
  • Fattori strutturali/biologici: c’è chi nasce con uno smalto più debole o poroso o chi soffre di patologie che influenzano la maturazione dello smalto, rendendolo più vulnerabile. Anche la fluorosi e altri difetti dello sviluppo dello smalto possono predisporre alla demineralizzazione. 

Sintomi della demineralizzazione ai denti

In uno stadio iniziale, la demineralizzazione può presentarsi con delle macchie bianche opache sullo smalto. Con il progredire del processo, la superficie può diventare più ruvida, porosa, opaca, dalle tonalità giallastre o brune.

A causa dell’assottigliamento dello smalto si può percepire un’aumentata sensibilità al caldo e al freddo, con conseguente sensazione di fastidio nel mangiare e nel bere.

Se la demineralizzazione non viene trattata con prontezza, i pori possono diventare più profondi e trasformarsi in micro-cavità, dando origine alle carie

Conseguenze della demineralizzazione dentale

Come si è visto, la demineralizzazione può essere considerata come il primo stadio per la formazione di carie.

Insinuandosi nelle cavità, batteri ed acidi raggiungono ed intaccano con facilità la dentina, strato interno del dente meno mineralizzato e più morbido, per poi arrivare alla polpa, che contiene i nervi e i vasi sanguigni.

Ciò può provocare infiammazioni ed infezioni anche molto dolorose, come ad esempio la pulpite

Trattamenti possibili

La tipologia di trattamento dipende dallo stadio della demineralizzazione.

Se il processo è ancora in fase iniziale, si può provare a contrastarlo, su consiglio del proprio dentista, con:

  • Trattamenti al fluoro per rendere lo smalto più resistente all’attacco degli acidi.
  • Prodotti con calcio e fosfato per favorire la remineralizzazione.

Se invece si sono già formate le cavità, diventano necessari interventi odontoiatrici come l’otturazione, intarsi, corone e, nei casi più gravi, la devitalizzazione o l’estrazione

L’importanza della prevenzione

Prendersi cura dello smalto dentale è fondamentale, perché a differenza di altri tessuti del nostro organismo, una volta danneggiato non si può rigenerare. È importante quindi provare a prevenire il problema tramite:

  • Una buona igiene orale.
  • Una dieta sana ed equilibrata, con un consumo limitato di alimenti/bevande zuccherati ed acidi. 

Conclusione

Se sospetti che i tuoi denti siano coinvolti in un processo di demineralizzazione, non rischiare di danneggiare per sempre il tuo smalto dentale, ma rivolgiti ad un Dentista di Fiducia. Si prenderà cura con professionalità e passione del tuo sorriso.


In questo articolo abbiamo parlato di:

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