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Autore: admin

Demineralizzazione dei denti: di cosa si tratta?

La demineralizzazione dei denti è un processo graduale ma potenzialmente dannoso, che indebolisce lo smalto e facilita la comparsa delle carie. In questo articolo proveremo a capire come e perché avviene, soffermandoci sui principali modi per contrastarla e prevenirla. 

Che cos’è la demineralizzazione dei denti?

Si parla di demineralizzazione quando i tessuti duri del dente (principalmente lo smalto, perché più esterno, ma in alcuni casi anche la dentina e perfino il cemento radicolare) “perdono” i minerali di cui sono composti.

Perché avviene la demineralizzazione dentale?

Lo smalto è costituito per circa il 96% di componenti inorganiche, principalmente cristalli di idrossiapatite, minerale dall’elevata durezza e resistenza. 

Per quanto resistente, lo smalto non è indistruttibile: se infatti nel cavo orale si crea un ambiente acido, con il pH sotto una certa soglia critica (5.5), può innescarsi la dissoluzione dei minerali che lo compongono. Gli acidi attaccano lo smalto, provocando la formazione di microporosità e un generale indebolimento. 

Fattori di rischio

Come si è visto, l’acidità è responsabile della demineralizzazione dei denti. Ma a cosa è dovuta la formazione di un ambiente acido nel cavo orale? Tra i principali fattori di rischio rientrano: 

  • Consumo elevato di zuccheri o di bevande e alimenti molto acidi (bibite gassate, succhi di frutta, agrumi, vino) 
  • Salivazione ridotta: tra le altre, la saliva ha la funzione di neutralizzare gli acidi presenti nella bocca. Una minore produzione (vedi ad esempio in caso di xerostomia) favorisce quindi la creazione di un ambiente acido nel cavo orale.
  • Scarsa igiene orale: se i denti non vengono lavati accuratamente e con costanza, la placca batterica si accumula e la produzione di acidi aumenta. Se porti l’apparecchio, presta particolare attenzione a lavare bene soprattutto le zone intorno agli attacchi.
  • Errata igiene orale: anche uno spazzolamento troppo vigoroso, spazzolini con setole eccessivamente dure o dentifrici/ prodotti per sbiancare i denti possono portare ad una demineralizzazione dello smalto. 
  • Il reflusso gastro-esofageo o il vomito frequente espongono lo smalto all’attacco degli acidi gastrici.
  • Fattori strutturali/biologici: c’è chi nasce con uno smalto più debole o poroso o chi soffre di patologie che influenzano la maturazione dello smalto, rendendolo più vulnerabile. Anche la fluorosi e altri difetti dello sviluppo dello smalto possono predisporre alla demineralizzazione. 

Sintomi della demineralizzazione ai denti

In uno stadio iniziale, la demineralizzazione può presentarsi con delle macchie bianche opache sullo smalto. Con il progredire del processo, la superficie può diventare più ruvida, porosa, opaca, dalle tonalità giallastre o brune.

A causa dell’assottigliamento dello smalto si può percepire un’aumentata sensibilità al caldo e al freddo, con conseguente sensazione di fastidio nel mangiare e nel bere.

Se la demineralizzazione non viene trattata con prontezza, i pori possono diventare più profondi e trasformarsi in micro-cavità, dando origine alle carie

Conseguenze della demineralizzazione dentale

Come si è visto, la demineralizzazione può essere considerata come il primo stadio per la formazione di carie.

Insinuandosi nelle cavità, batteri ed acidi raggiungono ed intaccano con facilità la dentina, strato interno del dente meno mineralizzato e più morbido, per poi arrivare alla polpa, che contiene i nervi e i vasi sanguigni.

Ciò può provocare infiammazioni ed infezioni anche molto dolorose, come ad esempio la pulpite

Trattamenti possibili

La tipologia di trattamento dipende dallo stadio della demineralizzazione.

Se il processo è ancora in fase iniziale, si può provare a contrastarlo, su consiglio del proprio dentista, con:

  • Trattamenti al fluoro per rendere lo smalto più resistente all’attacco degli acidi.
  • Prodotti con calcio e fosfato per favorire la remineralizzazione.

Se invece si sono già formate le cavità, diventano necessari interventi odontoiatrici come l’otturazione, intarsi, corone e, nei casi più gravi, la devitalizzazione o l’estrazione

L’importanza della prevenzione

Prendersi cura dello smalto dentale è fondamentale, perché a differenza di altri tessuti del nostro organismo, una volta danneggiato non si può rigenerare. È importante quindi provare a prevenire il problema tramite:

  • Una buona igiene orale.
  • Una dieta sana ed equilibrata, con un consumo limitato di alimenti/bevande zuccherati ed acidi. 

Conclusione

Se sospetti che i tuoi denti siano coinvolti in un processo di demineralizzazione, non rischiare di danneggiare per sempre il tuo smalto dentale, ma rivolgiti ad un Dentista di Fiducia. Si prenderà cura con professionalità e passione del tuo sorriso.

Rimedi della nonna per la parodontite

La parodontite (detta anche piorrea) è un’infezione cronica che colpisce i tessuti che circondano il dente, cioè la gengiva, il legamento parodontale e l’osso alveolare. 

Dato che può avere ripercussioni anche molto gravi, come la caduta del dente interessato, necessita di cure professionali. Ci sono tuttavia dei rimedi naturali che possono fungere da coadiuvanti nel trattamento:  in questo articolo proveremo a capire quali sono.

Rimedi naturali con evidenze più solide

Tra i rimedi naturali possibili, ce ne sono alcuni che sono considerati, da un punto di vista scientifico, più affidabili di altri. 

Risciacqui con acqua e sale

L’azione disinfettante e antinfiammatoria della soluzione salina è ben nota. Sciogli 1/2 o 1 cucchiaino di sale da cucina in un bicchiere di acqua tiepida e fai degli sciacqui di 30-60 secondi per due volte al giorno, dopo aver lavato i denti. In questo modo troverai tregua dall’infiammazione. 

Probiotici orali

Ricerche recenti suggeriscono l’efficacia dei probiotici orali anche contro infiammazioni come la parodontite. I probiotici sono batteri “buoni”, che agiscono in tre modi:

  • Competono con i patogeni orali ostacolandone la crescita e la colonizzazione.
  • Modulano la risposta infiammatoria riducendo la produzione di citochine (molecole segnale del sistema immunitario) pro-infiammatorie e stimolando quella di citochine antinfiammatorie.
  • Riequilibrano il microbiota orale favorendo un ecosistema batterico più stabile e meno propenso a riaccendere l’infiammazione gengivale.

L’efficacia del trattamento dipende dai ceppi batterici che compongono i probiotici, dai quantitativi e dalla durata. È quindi meglio evitare il “fai da te” e chiedere il consiglio di un professionista.

Infine risulta utile una puntualizzazione:i probiotici orali in sé e per sé non possono guarire la parodontite. Sono da considerarsi piuttosto un ottimo coadiuvante alla terapia professionale.

Curcuma

Tra le sostanze naturali che possono risultare utili in caso di parodontite c’è anche la curcuma, che contiene un principio attivo (curcumina) dalle proprietà antinfiammatorie ed antiossidanti

In commercio esistono gel o paste specificamente formulati per l’applicazione topica sulle gengive infiammate, pensati per aderire ai tessuti e rilasciare la curcumina lentamente. Per un’azione antinfiammatoria e un supporto all’igiene orale generale esistono inoltre appositi collutori.

Per evitare effetti collaterali, anche per l’utilizzo dei prodotti a base di curcuma è meglio chiedere consiglio ad uno specialista: la curcumina, se assunta in concomitanza con farmaci anticoagulanti, potrebbe infatti aumentare il rischio di sanguinamento. 

Oil pulling

Dell’antica pratica di risciacquare la bocca con oli naturali per rimuovere la placca e ridurre i batteri abbiamo già discusso in questo articolo. In caso di parodontite, l’oil pulling può integrare le cure professionali grazie al suo effetto antinfiammatorio ed antibatterico

Tè verde

Ci sono delle recenti ricerche scientifiche che indicano il tè verde come un coadiuvante al trattamento della parodontite. 

Le catechine in esso contenute hanno infatti un’azione antimicrobica, antiossidante e antinfiammatoria

Fare degli sciacqui con questo infuso potrebbe essere utile quindi per migliorare la situazione delle gengive.

Il bicarbonato funziona?

Dei presunti effetti positivi del bicarbonato in caso di gengive infiammate abbiamo già parlato in modo più approfondito in questo articolo. Diciamo che il bicarbonato può essere utile per completare l’igiene orale e riequilibrare l’acidità della bocca, ma non ha la capacità in sé e per sé di disinfiammare le gengive.

Conclusione

Abbiamo visto come alcuni rimedi naturali possano supportare la terapia professionale in caso di parodontite. Ricorda, però, che questa infiammazione va curata da un Dentista di Fiducia.

Compila il form qui sotto per prendere un appuntamento: la tua salute orale è importante!

Alitosi: come eliminarla con i rimedi della nonna

L’alitosi è un disturbo piuttosto diffuso, spesso fonte di disagio nelle relazioni sociali e nella vita quotidiana. In questo articolo ne abbiamo trattato le cause, proponendo qualche consiglio per contrastarla.

Qui, invece, ci soffermeremo in modo particolare sulle soluzioni naturali contro l’alito cattivo, provando ancora una volta a capire se i “rimedi della nonna” possono venire o meno in nostro aiuto.

L’importanza di una buona igiene orale

In molti casi, l’alitosi è riconducibile a batteri che vivono nella bocca e che si nutrono di residui alimentari, cellule epiteliali desquamate e altre proteine presenti nella saliva. Durante il processo di decomposizione di queste sostanze, i batteri rilasciano come scarto dei composti volatili dello zolfo (CVS), che sono la causa principale del cattivo odore.

Il primo modo per eliminarli è praticare una costante ed accurata igiene orale, comprensiva non solo di spazzolino e dentifricio, ma anche di filo interdentale e di tongue cleaner per pulire la lingua. Quest’ultimo strumento viene spesso sottovalutato, ma sul dorso linguale si depositano moltissimi batteri, tanto che in genere basta una prima pulizia per rimuovere sensibilmente i cattivi odori. 

Risciacqui naturali per eliminare i batteri

Per ridurre la carica batterica nel cavo orale puoi provare a fare dei risciacqui totalmente naturali. Ecco alcune proposte:

  • Acqua e sale: come in molte altre occasioni, sciogliere un cucchiaino di sale in un bicchiere d’acqua tiepida e fare uno sciacquo può essere utile per ridurre la carica batterica superficiale.
  • Tè verde: sostanze come catechine e polifenoli contenute nel tè verde contrastano la crescita dei batteri responsabili del cattivo odore. Prepara una tazza di tè, lasciala raffreddare e, dopo aver lavato i denti, fai degli sciacqui. Puoi ripetere l’operazione più volte al giorno, ma senza esagerare. Così come il tè nero, il caffè e il vino rosso, anche il tè verde può infatti causare macchie sui denti.  
  • Infusi: menta, chiodi di garofano, cannella, finocchio e rosmarino possono tornare utili per le loro proprietà antibatteriche. Non ti resta quindi che preparare un infuso, lasciarlo raffreddare e poi fare gli sciacqui, sempre dopo aver lavato i denti. Grazie a questi “collutori naturali” potrai ritrovare la freschezza che stai cercando. 
  • Oil pulling: anche questa antica pratica ayurvedica può avere dei benefici sulla freschezza del tuo alito.

Probiotici orali

Se soffri di alitosi, anche i probiotici orali possono venire in tuo aiuto. L’introduzione nella bocca di batteri “buoni” consente infatti di contrastare quelli “cattivi” ed inibirne la crescita, riportando l’equilibrio nel microbiota orale.

Ci sono ceppi probiotici specifici i cui effetti positivi sull’alitosi sono stati riconosciuti, cioè il Lactobacillus salivarius, il Lactobacillus reuteri, lo Streptococcus salivarius (in particolare il ceppo K12), e la Weissella cibaria. 

Puoi trovarli in commercio in diverse forme:

  • Caramelle/ compresse da sciogliere in bocca
  • Integratori in polvere o in capsule
  • Collutori 

Per scegliere il prodotto più adatto alle tue specifiche esigenze, è consigliabile rivolgersi al dentista. 

Alimentazione 

Tra le cause dell’alito cattivo figurano alcuni tipi di alimenti e bevande come aglio, cipolla, caffè, bibite gassate e zuccherate.

Anche le diete particolarmente proteiche potrebbero non essere di aiuto. Cercare di seguire un’alimentazione sana ed equilibrata, quindi, è sicuramente un modo per contrastare l’alitosi. 

Buone abitudini

Tra le buone abitudini che puoi provare ad adottare per eliminare il problema dell’alito cattivo ci sono:

  • Bere molto: una buona idratazione favorisce la produzione di saliva che, lavando via i residui di cibo, le cellule morte e i batteri, funge da “detergente naturale” della bocca. Non a caso, uno dei sintomi comuni della bocca secca è proprio l’alitosi. Per stimolare la salivazione puoi anche provare a masticare gomme senza zucchero
  • Smettere di fumare: il tabacco ha cattive ripercussioni non solo sull’alito, ma sulla salute orale e generale. 

Conclusione

Abbiamo visto come l’alitosi possa essere efficacemente prevenuta e gestita con piccoli gesti quotidiani e rimedi naturali.

È importante ricordare, però, che se persiste è consigliabile rivolgersi ad un Dentista di Fiducia per focalizzare la causa e individuare il trattamento più adeguato.

Ascesso dentale e rimedi della nonna: cosa funziona davvero?

L’ascesso dentale è un accumulo di pus dovuto ad un’infezione batterica che si manifesta con dolore, gonfiore, sensibilità. Nei casi più gravi può provocare anche febbre, linfonodi ingrossati, difficoltà ad aprire e chiudere la bocca.

Un disturbo che – chiariamoci subito – deve essere trattato da un professionista, ma i cui sintomi possono essere nel frattempo alleviati da rimedi casalinghi.

Vediamo insieme quali sono efficaci e quali, invece, rischiano solo di peggiorare la situazione. 

Rimedi della nonna per l’ascesso dentale

Ecco qualche rimedio naturale che puoi provare per alleviare i sintomi dell’ascesso dentale:

  • Impacchi freddi: avvolgi il ghiaccio in un panno pulito ed appoggialo sulla guancia. Il freddo riduce il gonfiore perché provoca vasocostrizione, diminuisce la permeabilità capillare e rallenta l’attività infiammatoria cellulare, limitando la formazione di edema e il dolore.
  • Risciacqui con acqua e sale: sciogli un cucchiaino di sale in un bicchiere di acqua tiepida e fai degli sciacqui per qualche minuto. In questo modo disinfetterai la bocca, ridurrai l’infiammazione e favorirai il drenaggio spontaneo del pus. L’acqua salata (soluzione ipertonica) richiama per osmosi i liquidi dei tessuti infiammati, riducendo la pressione interna e il gonfiore.
  • Aglio: l’allicina contenuta nell’aglio ha delle proprietà antibatteriche. Schiacciare uno spicchio d’aglio e applicarlo con cautela sulla zona dolente può dare un temporaneo sollievo dal dolore.
  • Tè nero o camomilla: prepara una tazza di tè nero o camomilla e lascia raffreddare l’infuso, quindi applica la bustina tiepida sulla zona dolente per un effetto lenitivo e leggermente antinfiammatorio.
  • Cura la tua igiene orale: continua a mantenere puliti denti e gengive, evitando però di spazzolare l’area infetta.

Ciascuno di questi rimedi può darti un momentaneo sollievo dall’ascesso, ma nessuno può guarire l’infezione, che solitamente richiede una cura antibiotica. Considerali quindi come una soluzione temporanea in attesa della visita dal tuo dentista

Cosa non fare

Oltre ai rimedi naturali effettivamente efficaci esistono delle cure casalinghe tramandate nel tempo che però possono essere molto controproducenti:

  • Applicare alcol, grappa o aceto sulla zona interessata: queste sostanze irritano i tessuti e aumentano sensibilmente il dolore.
  • Bucare o schiacciare l’ascesso: è una delle prime soluzioni che vengono in mente per far uscire il pus. Così facendo, però, si rischia di far penetrare i batteri ancora più in profondità.
  • Riscaldare la zona dolente con impacchi caldi: il calore potrebbe favorire la diffusione dell’infezione.
  • Usare antibiotici rimasti in casa senza una prescrizione medica: il ricorso ad un antibiotico non adeguato o a un dosaggio scorretto possono aumentare la resistenza batterica, peggiorando la situazione. 

Quando rivolgersi al dentista?

La risposta è subito. Contatta un professionista al manifestarsi dei primi sintomi, a maggior ragione se:

  • Il dolore è intenso e persistente
  • Hai un gonfiore evidente sul viso o sul collo
  • Fai fatica ad aprire la bocca o a deglutire
  • Hai la febbre o avverti un senso di malessere generale. 

In Studio, il dentista potrà drenare il pus in tutta sicurezza, prescriverti l’antibiotico adatto e valutare la necessità di ulteriori interventi

Cosa succede se l’ascesso dentale non viene trattato adeguatamente?

Il rischio di sottovalutare o curare inadeguatamente un ascesso dentale è che l’infezione può espandersi nei tessuti circostanti e, nei casi più gravi, coinvolgere l’intero organismo causando complicanze anche gravi come ostruzione delle vie respiratorie e sepsi. 

Conclusione

Abbiamo visto quali rimedi naturali possono essere d’aiuto in caso di ascesso dentale per alleviare momentaneamente i sintomi e quali invece rischiano solo di peggiorare la situazione.

Ricorda, però, che nessuna delle soluzioni elencate può sostituire una visita dal tuo Dentista di Fiducia, il cui parere è fondamentale per curare efficacemente ed approfonditamente il disturbo.

Bruxismo: si può risolvere con i rimedi della nonna?

Il bruxismo è un disturbo piuttosto comune che consiste nel digrignare o serrare involontariamente i denti, soprattutto durante il sonno. Questo comportamento, se protratto nel tempo, può causare numerosi problemi: usura dentale, dolore mandibolare o cervicale, mal di testa, disturbi del sonno e perfino problemi posturali

Molti si chiedono: è possibile trattare o alleviare il bruxismo con rimedi casalinghi? La risposta è sì, in parte, ma con alcune limitazioni. 

Alleviare il bruxismo con i rimedi della nonna

Sebbene il trattamento professionale (che prevede ad esempio bite notturni, apparecchi ortodontici in caso di malocclusioni, fisioterapia, terapia psicologica) sia spesso la strada raccomandata per risolvere il problema, ci sono alcuni rimedi casalinghi che puoi provare per ridurre i sintomi e migliorare la tua qualità di vita.

Tra questi troviamo:

Tecniche di rilassamento

Se la causa del bruxismo è riconducibile a una condizione di stress, puoi provare a gestire la tensione tramite: 

  • Meditazione e yoga.
  • Esercizi di respirazione profonda prima di andare a dormire.
  • Bagno caldo con sali la sera. In generale, qualsiasi cosa ti dia conforto e ti faccia stare bene è un toccasana per allentare lo stress.

Massaggi

Se avverti dolore, tensione e rigidità nella zona mascellare puoi provare a rilassare i muscoli con un massaggio. Ecco come fare: 

  • Appoggia le dita davanti all’orecchio, all’altezza dell’articolazione temporo-mandibolare.
  • Esegui piccoli movimenti circolari per circa due o tre minuti. Se vuoi, puoi utilizzare olio di lavanda o di menta piperita per un effetto rilassante e lievemente analgesico. 

Esercizi

Questi semplici esercizi di stretching ti possono aiutare a migliorare la mobilità e ridurre la tensione:

  • Apri lentamente la bocca fino ad avvertire un leggero fastidio, poi richiudi.
  • Sposta la mandibola lateralmente, senza forzare.
  • Per ottenere risultati efficaci eseguili per 5–10 volte, due volte al giorno.

Impacchi caldi

Anche gli impacchi caldi possono venire in tuo aiuto per sciogliere la tensione e rilassare i muscoli contratti. Applica un asciugamano caldo e umido sulla mandibola per 10-15 minuti per sentire subito beneficio. In alternativa, va bene anche una borsa dell’acqua calda avvolta in un panno pulito. 

Lavora sulle tue abitudini 

Migliorare alcune consuetudini è sicuramente un modo per contrastare gli effetti del bruxismo e migliorare la tua qualità di vita. Ti proponiamo di seguito qualche spunto:

  • Limita caffè, alcol e nicotina soprattutto nelle ore serali. Queste sostanze, infatti, aumentano la tensione nervosa e interferiscono con il sonno. 
  • Migliora l’igiene del sonno. Puoi farlo mantenendo orari regolari di riposo, evitando gli schermi prima di addormentarti, creando un ambiente buio e silenzioso, dormendo in posizione supina o laterale senza appoggiare il mento sul cuscino.
  • Evita cibi duri e gommosi che possono affaticare la mandibola. 
  • Dedicati all’attività fisica, ottimo sfogo per lo stress, ma non prima di coricarti.

Quando rivolgersi ad uno specialista?

I rimedi sopra elencati sono un modo per alleviare i sintomi del bruxismo, ma spesso questo disturbo richiede un approccio multidisciplinare e l’intervento di uno o più specialisti (dentista, gnatologo, fisioterapista o psicoterapeuta a seconda della situazione).

In particolare, ci sono dei campanelli d’allarme che segnalano la necessità di rivolgersi ad un professionista, come:

  • Dolore che persiste o peggiora.
  • Click articolari, difficoltà ad aprire la bocca o mal di testa frequenti.
  • Sospetta usura dei denti o problemi di occlusione.

Conclusione

Come abbiamo visto, i cosiddetti “rimedi della nonna”, economici e alla portata di tutti, possono aiutare ad alleviare i sintomi del bruxismo, migliorando la qualità di vita.

Tuttavia, ridurre il fastidio non è sufficiente per risolvere il problema, dietro al quale spesso si celano cause più profonde che vanno guardate ed indagate insieme ad un professionista.

Se vuoi, i nostri Dentisti di Fiducia sono qui per questo.

Come lavare i denti ai bambini in modo divertente?

Ad ogni genitore viene spiegato che è fondamentale prendersi cura dell’igiene orale del proprio bambino, ancora prima che spunti il primo dentino. La teoria risulta chiara, ma per molti la pratica può essere faticosa, soprattutto se dall’altra parte manca la collaborazione.

In questo articolo proporremo qualche consiglio per rendere giocoso e divertente l’atto di lavare i denti, con la speranza che possa essere d’aiuto a tutte le mamme e i papà che ogni sera, sopraffatti dalla stanchezza e dalla frustrazione, vengono attraversati dallo stesso pensiero: “glieli lavo domani”. 

Lavarsi i denti con la musica

Con i bambini, la musica si rivela spesso una buona idea per rendere divertenti delle attività che non vengono percepite come tali.

Puoi proporre al tuo piccolo di ascoltare la sua canzone preferita finché si lava (o gli lavi, perché almeno fino ai tre anni è consigliabile che sia tu a farlo) i denti: la musica renderà più piacevole il momento e la durata del brano (meglio se di circa due minuti) detterà la durata del lavaggio.

Su applicazioni come YouTube e Spotify troverai diverse canzoni per bambini riguardo questo tema che faranno proprio al caso tuo. 

L’efficacia delle storie

La possibilità di confrontare le proprie esperienze con quelle di un personaggio amato è, per i bambini, un grande stimolo.

Inventa una storia che abbia come protagonista il personaggio preferito del tuo bambino, coinvolto nella missione di sconfiggere le carie e rendere i denti bianchissimi, oppure leggigli un libro al riguardo (in commercio ce ne sono di tutti i tipi). 

Coinvolgi il tuo bimbo

Una volta scelta la tipologia di spazzolino adatta all’età del tuo bambino, fai scegliere a lui il colore o il personaggio che preferisce (animali, principesse, supereroi…). Fai la stessa cosa con il gusto del dentifricio: sono piccole attenzioni, che però rendono il momento di lavare i denti più desiderabile. Per scandire il tempo, in alternativa alle canzoni puoi usare una clessidra. Capovolgerla e osservare la sabbia cadere diventa un gioco divertente da fare mentre si spazzolano i dentini. 

È molto importante infine creare una routine ben scandita, meglio ancora se condivisa in famiglia. In questo modo, per il tuo bimbo l’atto di lavare i denti diventerà un gesto naturale da ripetere mattina e sera, parte integrante della sua giornata come il vestirsi o fare colazione. 

Giochi e sfide

Per aumentare il divertimento, soprattutto nei bambini più grandi, puoi di volta in volta indire delle sfide coinvolgendo tutta la famiglia: “chi lava meglio i denti?”, “chi riesce a spazzolare fino a quando non si svuota la clessidra?”, “riesci a spazzolare perfettamente tutti i tuoi dentini?”. 

Anche far finta di lavare i denti a bambole e pupazzi o giocare con il kit del dentista può rendere l’igiene orale qualcosa di familiare, soprattutto per i più piccini.

In commercio, poi, esistono degli spazzolini elettrici interattivi che, collegandosi ad un’app, propongono giochi e attività a seconda del movimento che lo spazzolino sta eseguendo in quel momento.

Spiega le ragioni

Spiega ai bambini perché è importante lavarsi i denti: in questo modo farai nascere in loro consapevolezza e motivazione, motori ben più potenti dell’imposizione esterna (“lo faccio per il mio bene” è diverso da “lo faccio perché me lo ordinano mamma e papà”).

Chiaramente, ogni età richiede un linguaggio diverso. Fino ai quattro anni puoi ricorrere a storie, metafore e giochi (“i batteri cattivi vogliono rovinare i tuoi denti e vanno spazzati via!”). Poi, mano a mano che tuo figlio cresce, inizia a parlargli delle carie, del ruolo del dentista, dell’importanza dell’igiene orale per la salute generale. 

Conclusione

Non scoraggiarti se inizialmente il tuo bambino non collabora. Mantieni l’abitudine mattina e sera, anche se lo spazzolamento qualche volta non risulta perfetto, cercando di rendere la routine il più piacevole possibile.

Vedrai che con il tempo i risultati arriveranno. Nel frattempo, i nostri Dentisti di Fiducia sono al tuo fianco per qualsiasi dubbio o necessità.

Mal di denti e rimedi della nonna: un’abbinata possibile?

L’accostamento mal di denti e “rimedi della nonna” può far scaturire sensazioni diverse, che vanno dalla curiosità alla diffidenza e allo scetticismo.

In questo articolo presenteremo varie soluzioni naturali per alleviare il mal di denti, cercando di capire fino a che punto possono essere efficaci per contrastare il dolore. 

Rimedi casalinghi contro il dolore ai denti

Tra i principali rimedi naturali contro il mal di denti troviamo: 

  • Olio di chiodi di garofano: i chiodi di garofano hanno proprietà analgesiche, antibatteriche e antinfiammatorie. L’eugenolo in essi contenuto, infatti, è un composto che ha la capacità di bloccare i mediatori del dolore, dando un rapido sollievo. Come usarlo? Diluisci qualche goccia di olio essenziale in un “olio vettore” e applicalo su un batuffolo di cotone (utilizzato in purezza potrebbe irritare le mucose). Tampona delicatamente la zona interessata e fai attenzione a non ingerire. Alcune ricerche indicano i chiodi di garofano come un rimedio particolarmente adatto per alleviare il mal di denti nei più piccoli
  • Ghiaccio: un anestetico naturale, sempre a portata di mano. Appoggia il ghiaccio (possibilmente avvolto da un panno pulito) sulla guancia vicina al dente dolorante per 10‑15 minuti per un sollievo temporaneo ma immediato. 
  • Infusi e tisane: malva, camomilla, salvia, menta piperita. Queste piante hanno proprietà lenitive, antinfiammatorie e antimicrobiche che le rendono utili in caso di irritazioni, dolore o infiammazione alle gengive. Sono invece meno efficaci quando il problema riguarda la struttura del dente (una carie profonda, un nervo esposto). Se vuoi provarle, prepara un infuso e lascialo intiepidire, poi fai uno sciacquo. Puoi ripetere l’operazione più volte al giorno. 
  • Aglio: schiaccia uno spicchio di aglio fresco e applicalo direttamente sul dente dolorante per qualche minuto o, se riesci a tollerarne il sapore, masticane un pezzetto. In questo modo innescherai l’attivazione dell’allicina, principio dalle proprietà antibatteriche e antimicrobiche, ideale contro le infezioni orali.
  • Acqua e sale: un grande classico, ma sempre utile. Sciogli un cucchiaino di sale in un bicchiere di acqua tiepida e fai uno sciacquo di almeno 30 secondi (puoi ripetere l’operazione più volte al giorno) per ottenere un’azione antisettica e ridurre l’infiammazione. 

I rimedi della nonna bastano per il mal di denti?

I rimedi naturali sono utili per contenere e alleviare temporaneamente il dolore ma non possono sostituire una visita odontoiatrica, specialmente se:

  • Il dolore persiste per più di 1‑2 giorni.
  • Compaiono febbre o gonfiore sulla guancia, il collo ecc. 
  • Sono presenti pustole o ascessi.
  • Si fa fatica a deglutire o respirare, la lingua/trachea sono gonfie.
  • Il dente è rotto, scheggiato, o il nervo appare esposto.
  • Il dolore è molto acuto, lancinante, in rapido peggioramento.
  • Si hanno sintomi neurologici (ad esempio dolore che si irradia, formicolii).

Casi come questi rendono necessario l’intervento di un professionista: il dentista saprà infatti individuare il fattore scatenante il mal di denti e procedere con la terapia più indicata.

Conclusione

Se il mal di denti ti tormenta e non vuoi ricorrere subito agli antidolorifici puoi provare con i “rimedi della nonna”.

Ricordati, però, che queste soluzioni non vanno viste come definitive, ma piuttosto come un valido aiuto per calmare il dolore in attesa di andare da un Dentista di Fiducia.

Un professionista competente ed esperto che ti aiuterà a comprendere la causa del tuo mal di denti e ti proporrà la terapia più adatta per curarlo.

Afte in bocca: i rimedi della nonna possono aiutare?

Le afte in bocca sono lesioni di piccole dimensioni ma di grande impatto sulla vita quotidiana. A causa di queste ulcere, infatti, anche azioni come mangiare e parlare diventano dolorose.

In questo articolo proveremo a capire se esistono dei rimedi naturali e casalinghi (i cosiddetti “rimedi della nonna”) capaci di alleviare il fastidio, indagandone il ruolo (di coadiuvante o sostituto?) rispetto alla terapia farmacologica. 

Alcuni alleati naturali contro le afte in bocca

Tra i più noti “rimedi della nonna” contro le afte in bocca ci sono:

  • Risciacqui con bicarbonato: diluisci un cucchiaino di bicarbonato in un bicchiere di acqua tiepida e risciacqua la bocca più volte al giorno per un’azione antisettica e lenitiva
  • Acqua e sale: sciogli un cucchiaino di sale in acqua tiepida e fai uno sciacquo di almeno 15-30 secondi, più volte al giorno. Otterrai un effetto disinfettante e disinfiammante.
  • Aloe vera: l’aloe è una pianta versatile dalle molteplici qualità. Tra queste, la proprietà lenitiva e cicatrizzante, che la rendono particolarmente indicata per il trattamento delle afte. In commercio esistono dei gel contenenti aloe vera applicabili direttamente sulla lesione.
  • Oli essenziali: il tea tree oil e l’olio di cocco hanno proprietà antinfiammatorie e antibatteriche, mentre l’olio di chiodi di garofano è un analgesico naturale. Diluisci qualche goccia in acqua tiepida per uno sciacquo o tampona direttamente e delicatamente l’afta con un po’ di cotone. Con l’olio di cocco, invece, puoi provare a fare uno sciacquo seguendo la tecnica dell’oil pulling
  • Infusi e tisane: la calendula, la salvia, la malva e la camomilla hanno proprietà lenitive e calmanti. Prepara un infuso e lascialo raffreddare, poi esegui il risciacquo per alleviare il bruciore. 
  • Miele e propoli: antibatterici naturali, se applicati sulla lesione possono accelerarne la guarigione.  

I rimedi della nonna bastano?

Una volta esaminati i principali “rimedi della nonna”, resta da chiedersi se possano bastare per curare efficacemente le afte in bocca, senza ricorrere a terapie farmacologiche. Si può dire che ci sono delle situazioni in cui spesso le cure naturali si rivelano sufficienti:

  • In caso di un’afta piccola, singola, che compare di tanto in tanto e comporta un dolore moderato.
  • Nei primi giorni, come intervento precoce, per contenerne l’evoluzione.

Nei casi di moderata intensità, i rimedi naturali possono essere utilizzati come coadiuvanti ai farmaci per ridurre i sintomi ed accelerare la guarigione.

Quando sono necessari i farmaci?

Le circostanze che richiedono, invece, oltre che il parere di un medico un intervento farmacologico sono:

  • Presenza di afte grandi, profonde, molto dolorose
  • Ricorrenza frequente, che peggiora la qualità di vita
  • Persistenza per più di 1‑2 settimane senza miglioramento
  • Presenza di sintomi sistemici o segni di infezione locale marcata
  • Carenze di ferro, folati e vitamina B12 o presenza di malattie autoimmuni/ altre patologie. In questi casi curare l’afta non basta, ma occorre andare a fondo della causa che l’ha scatenata. 

Conclusione

I “rimedi della nonna” possono costituire una valida alternativa ai farmaci quando le afte sono ad uno stadio iniziale, quando sono di piccole dimensioni e provocano un dolore contenuto.

Nei casi di moderata intensità possono rivelarsi degli ottimi coadiuvanti, ma quando le lesioni iniziano ad essere profonde, a comparire frequentemente o faticano a guarire le terapie farmacologiche rimangono necessarie.

Se le afte ti tormentano e non riesci a trovare una soluzione, prova a parlarne con un Dentista di Fiducia: si tratta di professionisti che, per aver superato la nostra check-list di affidabilità, come pazienti ci sentiamo di consigliarti.

Spazzolino elettrico o manuale?

Spazzolino, filo interdentale e collutorio sono i pilastri dell’igiene orale, fondamentali per mantenere il sorriso sano e bello nel tempo. Ma per spazzolare i denti è più efficace lo spazzolino elettrico o quello manuale?

In questo articolo approfondiremo vantaggi e svantaggi di entrambi gli strumenti.

Vantaggi dello spazzolino manuale

Tra i vantaggi dello spazzolino manuale tradizionale rientrano:

  • Costo: questo spazzolino è reperibile ovunque, a prezzi molto contenuti.
  • Leggerezza e portabilità: non avendo bisogno di batterie, ricariche o accessori è particolarmente comodo da portare in viaggio, anche quando non si ha molto spazio in valigia.
  • Maggiore controllo del movimento: sei tu che controlli la pressione e la tecnica di spazzolamento.
  • Delicatezza: dal momento che la pressione viene stabilita dall’utente, lo spazzolino manuale si addice particolarmente alla pulizia di zone delicate, come quelle che hanno subito un’operazione o un’estrazione.
  • Utilizzabile a tutte le età: questo strumento è adatto per pulire delicatamente anche i primi dentini.

Quali sono gli svantaggi?

  • Il fatto di dipendere dalla tecnica dell’utente può costituire anche uno svantaggio in termini di pressione (che può risultare eccessiva, provocando irritazione o recessione gengivale, abrasione dello smalto) o di rimozione della placca (uno spazzolamento mal eseguito rischia di non rimuovere efficacemente la placca).
  • Meno efficace in caso di difficoltà motorie: per chi ha problemi alle mani o alle articolazioni lo spazzolino manuale può risultare più faticoso da utilizzare correttamente.

Pro dello spazzolino elettrico

  • Maggiore efficacia nella rimozione della placca: studi scientifici dimostrano che gli spazzolini elettrici, soprattutto quelli sonici, rimuovono più placca rispetto a quelli manuali.
  • Facilità di utilizzo: per usarlo basta guidare la testina sui denti.
  • Timer integrati: molti modelli sono dotati di un timer di 2 minuti (tempo di utilizzo raccomandato dai dentisti) e di segnali che indicano quando cambiare zona della bocca.
  • Sensori di pressione: evitano di danneggiare gengive e smalto segnalando se si sta premendo troppo.
  • Ideale per bambini e per persone con limitazioni fisiche: per chi ha artrite, tremori, disabilità motorie o semplicemente meno manualità questo tipo di spazzolino risulta particolarmente utile.

Contro dello spazzolino elettrico

 D’altro canto, anche lo spazzolino elettrico ha delle limitazioni:

  • Costo più elevato: il prezzo di acquisto iniziale è superiore, e nel computo va considerato il costo delle testine di ricambio.
  • Più ingombrante: occupa più spazio e necessita di batterie o di ricarica elettrica.

Conclusione

Se usate correttamente e con costanza, entrambe le tipologie di spazzolino possono garantire una buona igiene orale.

Tuttavia, lo spazzolino elettrico offre vantaggi in termini di efficacia, praticità e prevenzione, soprattutto per chi ha difficoltà motorie o tende a spazzolare troppo velocemente o con forza eccessiva.

Se sei indeciso su quale scegliere parlane con il tuo Dentista di Fiducia, saprà consigliarti il tipo di spazzolino più adatto alla tua situazione specifica.

Salivazione eccessiva: cure e rimedi della nonna

La salivazione eccessiva, tecnicamente definita scialorrea o ptialismo, consiste in un anomalo accumulo di saliva nel cavo orale, dovuto a un aumento della produzione da parte delle ghiandole salivari oppure a una difficoltà nella deglutizione.

In questo articolo parleremo delle cause di questo disagio, per capire come, di volta in volta, può essere alleviato.

Cause di un’aumentata produzione di saliva

Prima di tutto occorre specificare che la scialorrea non è in sé e per sé una patologia. Piuttosto, è sintomo di un altro disturbo, che va identificato per poter scegliere il rimedio più adatto. 

A provocare un aumento della produzione di saliva possono essere:

  • Stato di gravidanza: soprattutto nei primi mesi, per il cambiamento ormonale o in risposta alle nausee.
  • Dentizione nei neonati.
  • Assunzione di cibi piccanti o acidi: per proteggere la bocca e lo stomaco dall’acidità e dall’irritazione, quando mangiamo questi alimenti le ghiandole salivari iniziano a produrre più saliva.
  • Ansia o stress acuto.
  • Reflusso gastro-esofageo.
  • Infezioni orali come tonsilliti, stomatiti, gengiviti.
  • Intossicazioni (come quelle da metalli pesanti o pesticidi).
  • Alcuni farmaci.

In tante di queste situazioni, l’aumento della produzione di saliva da parte delle ghiandole salivari risponde ad un’esigenza “difensiva” del nostro organismo. La saliva infatti protegge, pulisce e aiuta a neutralizzare le sostanze irritanti o tossiche. 

Cause della difficoltà di deglutizione

A provocare una difficoltà nella gestione della saliva possono essere:

  • Disturbi neurologici: malattie come il Parkinson e la SLA, la paralisi cerebrale e gli ictus colpiscono il cervello o i nervi, compromettendo le normali funzionalità dei muscoli oro-facciali e quindi la deglutizione.
  • Tumori della bocca o del cavo orale: oltre a causare infiammazione ed irritazione, possono ostacolare le normali funzionalità.
  • Malocclusioni dentali o protesi mal posizionate che compromettono l’assetto delle arcate e della lingua.

Cure per la salivazione eccessiva

In alcune situazioni, la salivazione eccessiva è una condizione passeggera che si risolve spontaneamente. È il caso della scialorrea gravidica, di quella attribuibile all’eruzione dei denti da latte nei bambini piccoli e di quella riconducibile al consumo di determinati alimenti. 

Nel caso dell’ipersalivazione in gravidanza, ci sono dei piccoli accorgimenti che possono aiutare le donne in attesa ad alleviare il fastidio:

  • Curare l’alimentazione evitando cibi acidi, piccanti, troppo aromatici o zuccherati.
  • Bere frequentemente e a piccoli sorsi, per favorire la deglutizione.
  • Evitare gomme da masticare, che stimolano la salivazione.

Nel resto dei casi, su indicazione del medico curante si valuteranno terapie antibiotiche, terapie farmacologiche volte a diminuire la produzione di saliva o, nei casi più estremi, interventi chirurgici. 

Terapie comportamentali

Quando invece sono presenti delle difficoltà nella gestione della saliva e nella deglutizione, come accade per chi è affetto da deficit neurologici, possono invece venire in aiuto terapie comportamentali e logopedia.

Il percorso di cura può quindi prevedere:

  • Esercizi di deglutizione e respirazione.
  • Educazione posturale orale (chiusura della bocca, uso corretto della lingua).
  • Riabilitazione oro-facciale per migliorare il tono muscolare.

I rimedi della nonna

Per alleviare i sintomi della salivazione eccessiva in modo naturale si possono provare alcuni “rimedi della nonna”, tra cui:

  • Piante e rimedi erboristici: la salvia, ad esempio, ha proprietà astringenti e antisettiche; la menta piperita ha proprietà antinfiammatorie; la camomilla e la malva sono lenitive. 
  • Esercizi di respirazione per diminuire lo stress e quindi la produzione di saliva.
  • Massaggi delicati su collo e mascella per favorire la deglutizione.

Infine, una dieta equilibrata e una buona igiene orale giocano un ruolo importante nella prevenzione

Va da sé che questi rimedi, da soli, possono dare un sollievo leggero, ma non bastano a risolvere il problema, sintomo di altri disturbi, talvolta anche gravi.

Conclusione

Si è visto come le cause della salivazione eccessiva siano molteplici e come le terapie siano ad esse strettamente collegate. Il parere di un medico, quindi, risulta particolarmente importante per capire il percorso terapeutico migliore. 

Se soffri di salivazione eccessiva e sospetti che la ragione abbia a che fare con i tuoi denti, non esitare e rivolgiti ad un Dentista di Fiducia: ti aiuterà ad individuare la cura più adatta per ritrovare il benessere.